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Napoli Esoterica, tra curiosità e leggende

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Napoli Vista Vesuvio Napoli Vista Vesuvio

Viaggio esoterico nella città dei misteri tra leggende, miracoli, magie ed alchimie.

 

Per quante volte si visiti Napoli, non si può mai dire di conoscerla pienamente. Neanche un napoletano può dirlo!! Ormai sono diverse volte che vado, che la visito, che la vivo eppure ogni volta rimango affascinata di fronte alle numerose storie, aneddoti e leggende che l’avvolgono e scopro ogni volta una città sempre più affascinate e misteriosa.

Oggi vorrei ripercorrere con voi alcune tappe dell’ultima visita a Napoli, una Napoli Esoterica, diversa dal solito, dove sono andata alla scoperta dei luoghi forse meno turistici ma pieni di curiosità, mistero e leggenda!

Quindi, via! Scarpe comode e macchinetta fotografica, rimarrete sorpresi dal fascino esoterico di questa città!

 

 

  • IL MIRACOLO DEL SANGUE DI SAN GENNARO
Non si può parlare o scrivere di Napoli senza soffermarsi sul suo Patrono e su ciò che il martire Gennaro rappresenta per la città e i suoi abitanti. Dal mito alla leggenda il popolo ci crede così, lo dimostra la trepidante attesa che si respira all’ombra del Vesuvio nei giorni che precedono al prodigio della liquefazione del sangue che avviene 3 volte: il sabato che precede la prima domenica di maggio,in ricordo della traslazione delle spoglie mortali dalla solfatara di Pozzuoli ove fu decapitato alle catacombe di Capodimonte; il 19 settembre ,data in cui nel 305 venne martirizzato ed infine il 16 dicembre,anniversario della terribile eruzione del Vesuvio del 1631 che,secondo la credenza popolare,non raggiunse Napoli grazie al miracoloso intervento del Santo. La prima notizia documentata dell’ampolla contenente le reliquie del Santo risale al 1389. San Gennaro più di un altro Patrono è considerato un Santo civico:difende Napoli dalle calamità,dal Vesuvio,dalle epidemie e questo lo rende popolare tra credenti e non credenti che di fronte al miracolo si interrogano,molti restano scettici ma vi è comunque curiosità. Se San Gennaro venisse consegnato alla Chiesa vedrebbe scemare il suo simbolismo civico a favore di quello esclusivamente religioso. La popolarità del Santo sarebbe intaccata e verrebbe normalizzato: diventerebbe un Patrono come tutti gli altri.Durante la cerimonia all’interno della Cappella del tesoro del Duomo di Napoli le popolane c.d.”parenti” del Santo sollecitano la liquefazione del sangue gridando: ” Faccia ‘ngialluta” fa ‘o miracolo. In conclusione qualsiasi sia la credenza quelli che si sono sforzati di replicare il prodigio in provetta ora si rendono conto che la liquefazione del sangue sfugge a qualsiasi regola scientifica ed è un fatto imprevedibile.

 

  • CHIESA DI S. MARIA LA NOVA ED IL MISTERO DELLA TOMBA DI DRACULA
Il Complesso, di fondazione angioina (1279), racchiude nelle sue mura dalla storia plurisecolare, un vero scrigno di storia, di arte e di religiosità.
Comprende il bellissimo Chiostro di S. Giacomo, con la Tomba di Matteo Ferrillo ed il mistero di Vlad III di Valacchia, la grande Cappella di S. Giacomo con la mostra permanente sull’arte presepiale napoletana, la maestosa Chiesa barocca di S. Maria La Nova, l’Antico Refettorio con l’affresco “La salita al Calvario” attribuito al Bramantino, e gli spazi dell’ex convento francescano ora sede della galleria d’Arte Religiosa Contemporanea.
Dalla metà del 2014, alcuni studiosi hanno individuato nella  Chiesa di Santa Maria La nova, la presunta  tomba di Vlad III, destando  la curiosità degli epigrafisti sul mistero che gravita attorno alla Cappella Turbolo. Un ricco simbolismo esoterico ed alchemico rendono questo luogo ancora più leggendario: le strane iscrizioni a parete in una lingua incomprensibile, tradotte consultando una serie di codici, hanno fornito la chiave di lettura per presumere che nella chiesa, sia celata proprio la tomba del Conte Dracula!
 

 

  • CASTEL DELL’OVO E PARCO VERGILIANO
Sorto nel 1154, come fortezza, ad opera dei Normanni sull’isolotto di Megaris, primo approdo dei coloni greci rodii . Ad esso è legata la leggenda della sirena Partenope, metà donna e metà uccello rappresentata con le ali dotate del potere di ammaliare con il canto i navigatori. Impresa che non riuscì con Ulisse e sconfitta nel tratto di mare accanto ai 3 isolotti de “li Galli” al largo di Positano, il suo corpo fu trascinato fino all’isolotto di Megaris ove i coloni greci edificarono un sepolcro in sua memoria e dettero il suo nome alla colonia che fondarono nel 780 a.C. sul monte Echia (attuale Pizzofalcone) a ridosso dell’isolotto. Il suo nome è legato alla leggenda dell’uovo della sirena che il poeta Publio Virgilio Marone raccolse sull’isolotto mettendolo in una caraffa di vetro piena d’acqua, protetta da una gabbia di ferro, simbolo antico e ben noto agli alchimisti. Secondo la leggenda se l’uovo si fosse rotto tutto il castello sarebbe sprofondato in mare e una serie di sventure avrebbe colpito la città di Napoli.Il ricordo del poeta-mago è inoltre presente sulla “Collina dei Poeti” ossia il Parco Vergiliano. In una nicchia che prende luce da due aperture con al centro un braciere e una corona d’alloro riposa Virgilio,morto a Brindisi ma che espresse il desiderio di essere sepolto a Napoli. A poca distanza vi è l’ingresso della “Crypta Neapolitana”,galleria costruita in età repubblicana per agevolare la comunicazione con la vicina Puteolum,l’attuale Pozzuoli. All’interno si conservano affreschi trecenteschi e resti dell’antico tempietto di Santa Maria dell’Idria.Nella famigerata grotta per secoli si sono celebrati riti dionicisi di iniziazione per non dire orgiastici davanti all’ara con i simboli del licenzioso culto del dio Priapo.  Galleria che secondo la leggenda di Virgilio fu da lui costruita in una sola notte con l’aiuto di 2000 diavoli.

  • CAPPELLA SANSEVERO
La Cappella di Sansevero è uno degli edifici più belli di Napoli, custode di misteri che ancora oggi non cessano di interrogare gli studiosi. Fondata nel 1590 dal Duca Francesco di Sangro, annessa al Palazzo dei Principi di Sansevero. Fu Don Raimondo di Sangro, settimo principe, che concepì e mise in opera, l’affascinante progetto iconografico attualmente visibile. Il Principe intese realizzare un mausoleo nobiliare e un tempio iniziatico in cui trasfuse la sua poliedrica personalità di mecenate, inventore, letterato, editore, alchimista e Maestro della Massoneria del Regno di Napoli. Volle riempire l’edificio di opere intrise di significati esoterici, tra cui anche la Cabala.
Capolavori scultorei della cappella barocca sono: il “Disinganno” del Queirolo (1754), la “Pudicizia” del Corradini “ e il “CRISTO VELATO” capolavoro di Giuseppe Sammartini(1753) la cui immagine ha fatto il giro del mondo per la prodigiosa tessitura del velo marmoreo. All’interno anche l’enigmatica presenza delle macchine anatomiche: ricostruzione dei sistemi circolatori e organi interni di due scheletri maschile e femminile.

Curiosità: è normalissimo trovare fila, molta fila, per poter entrare e visitare la Cappella Sansevero. Vi consiglio l’acquisto preventivo dei “biglietti saltafila” per evitare “ore” in coda!

 

  • CHIESA DI SANTA MARIA DEL PARTO
Fatta costruire sulla collina di Mergellina nel 1525 dal poeta Jacopo Sannazaro, nome derivante da una delle opere del poeta: “De partu Virginis”. Nel 1529 il Sannazaro donò la Chiesa all’ordine dei Servi di Maria, a patto che gli erigessero un monumento sepolcrale che attualmente è ospitato in una cappella dietro l’altare maggiore. Sul primo altare a destra è collocata la tavola ”San Michele che calpesta il demonio”, dipinta da Leonardo da Pistoia nel XVI sec. raffigurante San Michele Arcangelo che trafigge una bellissima diavolessa il cui volto è quello di una gentil donna dell’epoca. Iconografia che sta alla base di una famosa leggenda partenopea: quella del “Diavolo di Mergellina” e di un detto popolare scandito all’indirizzo di fanciulle sfacciate ed ammaliatrici: Si bella e ‘nfama comm’o riavule ‘e Margellina.

 

  • CIMITERO DELLE FONTANELLE
La collina di Capodimonte di natura tufacea  oltre ad essere la necropoli della città greco-romana,zona sepolcrale extra moenia,veniva utilizzata come cava per estrarre il tufo che sarebbe servito per costruire la città di Neapolis. Si crearono così numerose cavità utilizzate per gli ipogei funerari romani , le successive catacombe paleocristiane: Catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso  oltre per il celebre ossario del Cimitero delle Fontanelle. Le grandi caverne  della c.d.”Valle dei morti” site nel rione Sanità venivano utilizzate tra il ‘600 e ‘700 come cimitero per i poveri e per i morti di peste. Centinaia di migliaia di ossa furono nella metà del 1800 circa riordinate dalle popolane del rione: “e maste” e disposte in una sorte di “pietas popolare” a ridosso delle pareti tufacee del “Cimitero delle Fontanelle” seguendo schemi e raggruppamenti ben precisi. Qui nasce il napoletano culto dei morti,ove tradizioni e leggende,carità popolare e mistero,monoteismo e paganesimo si intrecciano creando un’atmosfera unica che ricorda il mondo ultraterreno attraversato da Dante e Virgilio nella cantica del Purgatorio. Il culto è praticato dalle donne con particolare ritualità :viene scelto e adottato un teschio,anima abbandonata (pezzentella)perché il suo corpo non ha ricevuto degna sepoltura e così incomincia uno stretto legame tra la famiglia adottante e il teschio-anima che prevede momenti rituali come la lucidatura del cranio e altre cure. L’anima adottata,in cambio delle preghiere della donna(considerata una parente) che le permettono di andare in paradiso,rende alcuni servigi alla famiglia. Questo rito si estende anche alla Chiesa barocca delle Anime del Purgatorio ad Arco,sita in Via dei Tribunali,(decumano Maggiore del centro antico).Anche qui si perpetua il culto delle “anime pezzentelle”,resti umani anonimi adottati dal popolo e reinterpretati dalla gente come speciali intermediari per le proprie preghiere.

 

  • NAPOLI SOTTERRANEA
Sotto la Napoli che noi tutti conosciamo esiste un’altra città, la Napoli Sotterranea, una vera e propria “città parallela”,scavata per quasi 3000 anni nel resistente tufo giallo. Si tratta di una serie di cunicoli del sottosuolo, le antiche cave dalle quali i greci e poi i romani estraevano il tufo per costruire mura, templi e per creare una serie di ipogei funerari, le cisterne dell’antico acquedotto romano. Infine la summa cavea del teatro di Nerone.Alla visita della Napoli Sotterranea si accede da Via dei Tribunali a fianco delle Basilica di San Paolo Maggiore originario Tempio di Castore e Polluce.
Questi sotterranei furono usati come rifugio durante la Seconda Guerra Mondiale e fu in quel periodo che si diffuse la credenza che fossero abitati dallo spettro dispettoso del Munaciello.  In realtà, il pozzaro che attraversava quei canali indossava un saio e le persone lo scambiavano per un fantasma, talvolta temendolo talvolta sperando portasse loro fortuna. Ancora oggi si crede che da questi vecchi acquedotti il Munaciello si intrufolasse nelle case per impossessarsi di gioielli e monete d’oro che sarebbero serviti anche per elargirli a qualche proprietaria consenziente a relazioni amorose. Ancora adesso nei quartieri popolari è considerato un folletto,un nano vestito col saio ,il quale presa dimora di un appartamento ne combina di tutti i colori: dispetti e botte da orbi. Di contro vi era anche la buona fata,nume benefico del focolare che tutela la casa e presiede alle sorti fauste dell’intimità familiare: la “Bella ‘Mbriana”.Quella stessa cui gli antichi indirizzavano la buonasera e uscendo o rientrando da casa si dava il saluto. Forse non sono tempi così lontani se ancora accade di ascoltare i saluti allo”spirito della casa”.E il pensiero va a una famosa canzone di Pino Daniele degli anni 80 che ha per titolo proprio Bella ‘Mbriana e il cui testo tra l’altro recita: Bonasera bella ‘mbriana mia/ccà nisciune te votta fora/rieste appiso a ‘nu filo d’oro/ buonasera aspettanno ‘o tiempo asciutto/buonasera a chi torna ‘a casa c’o core rutte.

 

Insomma, per gli amanti dei misteri e dell’esoterismo, a Napoli c’è davvero l’imbarazzo della scelta! Scegliere di andare  oltre ai classici itinerari turistici vi permette di scoprire curiosità e simpatici aneddoti o, per meglio dire in questo caso, leggende, miracoli e, misteri!

 

 

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Chi sono:

Mary, Agente di Viaggio dal 2006! Sono una ragazza dall'animo colorato, affamata di mondo, di sogni, di vita!

 

Photos: Mary

 
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